IL SIGNORE DELLE MOSCHE
Hobbes e “Il signore delle mosche”
Il film Il signore delle mosche è del 1963, diretto da Peter Brook.
La storia racconta di un gruppo di ragazzi che, dopo un naufragio, si ritrovano su un’isola deserta senza adulti o regole. All’inizio cercano di organizzarsi in modo civile, ma col tempo emergono conflitti, violenza e sopraffazione, portando alla formazione di un regime autoritario e brutale.
Questo sviluppo riflette la teoria hobbesiana sullo stato di natura, dove, in assenza di un’autorità forte, gli uomini (o in questo caso, i ragazzi) regrediscono a una condizione di conflitto costante. Hobbes riteneva che, senza un potere sovrano assoluto, la società sarebbe dominata dalla violenza e dall’egoismo, proprio come accade nel film.
Parallelismi chiave
1. Lo stato di natura → All’inizio, i ragazzi sono liberi, ma senza un’autorità che li guidi, si scontrano per il potere.
2. Homo homini lupus → Col passare del tempo, la paura e la lotta per il controllo portano alla violenza e alla sopraffazione.
3. Il Leviatano e il bisogno di ordine → Hobbes sostiene che solo un governo forte può evitare il caos. Nel film, alcuni ragazzi cercano di instaurare regole, ma senza un’autorità stabile tutto degenera.
4. L’assenza di leggi porta alla barbarie → Golding, come Hobbes, mostra che senza regole le persone possono diventare crudeli e irrazionali

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